2021: l’anno dei racconti. Content marketing applicato

Posted: 3 Gennaio 2021 by AnnaVentrella

Questo è un racconto inusuale. Non ci sono favole né storie inventate. Ho fatto ricorso alla mia vita, alla mia esperienza. Una volta, un uomo saggio mi ha detto che il content marketing è dappertutto.

Io non capivo cosa intendesse, poi ho iniziato a osservare il mondo, la gente e i loro modi di essere. Ho capito che avevo qualcosa da raccontare e che quel qualcosa, poteva essere la prova della potenza del racconto.

Stai per leggere delle righe che all’apparenza potrebbero avere poco senso per te, ma io ti sfido, poi, a dirmi, che il racconto come forma di narrazione non è tra le armi più potenti del content marketing.

Ricordo qualche anno fa, quando ancora non sapevo cosa volevo fare nella vita; i miei pensieri, le mie incertezze sul futuro erano molti e non sapevo proprio cosa, come e quando qualcosa sarebbe cambiato.

Non avevo idea di quale fosse la mia strada e così iniziai a fare qualsiasi tipo di lavoro: mi buttavo in tutto.

Non appena uscita dall’università ero convinta che tutto il mio mondo fosse il cinema. Ebbi la fortuna di poter conoscerlo da vicino, di apprezzarlo, di amarlo e di odiarlo anche.

Compresi abbastanza in fretta che non era la mia strada, si trattava di fare una scelta di vita, non soltanto di fare un lavoro. Io optai per altro. Ancora non sapevo quale fosse davvero la mia strada, ciò che mi avrebbe portato a guardare il mondo da una prospettiva diversa.

Oggi, quando ancora penso a quel periodo, mi rendo conto che di ostacoli ce ne sono stati tantissimi, immensi, complicati. Battaglie su battaglie, ma non dico nulla di nuovo, perché anche tu che mi stai leggendo, stai combattendo la tua.

Non sono qui per darti noia con i miei racconti, ma voglio dirti che so bene cosa provi, quando la notte ti svegli e hai la sensazione di non respirare. So bene cosa vuol dire piangere perché la tua vita non sembra prendere una strada, so bene cosa vuol dire quando il terreno ti trema sotto i piedi.

Ne ho vissuti moltissimi di momenti così, tutte le volte sono caduta, tutte le volte ho pianto e tutte le volte mi sono rialzata. Per questo oggi, quando qualcuno cerca di piegarmi alla sua volontà reagisco. Sono una persona scomoda, una donna che non ama sentirsi dire cosa fare, come poi tante donne forti che ci sono a questo mondo.

Non mi sento speciale e non sono speciale. So solo cosa vuol dire combattere per quello che ami, fino alla fine dei tuoi giorni. Per questo non apprezzo chi sa solo lamentarsi, senza porre rimedio ai suoi dubbi, alle sue incertezze.

Amo, invece, chi sa dire no, chi sa reinventarsi, chi sa dire “basta, io così non ci sto”. Sì, non ho scelto una vita facile, ma è perché non sono facile io come persona. E non è un vanto, ma anzi è motivo di preoccupazione per me, perché so che io non sarò mai in grado di stare ferma in un posto troppo a lungo.

Ciò che mi lega alla mia città, per esempio, è solo e unicamente la mia famiglia, la mia salvezza. Nient’altro.

E tutto questo a cosa serve, perché ci stai confessando le tue memorie? – ti starai domandando tu.

Beh, perché voglio che resti un segno, seppur piccolissimo o insignificante o ridicolo per alcuni, voglio lasciare un mio ricordo in questo mondo intangibile che è la rete. Un giorno, magari, quando qualcuno capiterà su questo blog e leggerà queste mie parole, forse, si sentirà meno solo.

Non ho paura di dire che mi sono anche sentita persa, nemmeno troppo poco tempo fa. Non ho paura di affermare che, per un attimo, solo per un attimo, ho pensato che in fondo quella vita di comodo dalle 9:00 alle 18:00 non fosse per niente male.

Ancora oggi osservo alcune mie amiche e conoscenti condurre una vita dal pranzo prestabilito, la riunione della domenica in famiglia, il fidanzato di sempre, le strade di sempre…E penso: “Mi piacerebbe essere così”.

Ma non lo sono, proprio no. Non lo sarò mai e forse è la mia più dolce condanna.

Ripeto, non mi sento speciale, non mi sento unica, anzi ho paura di me, perché so che non smetterò mai di volermi conoscere abbastanza. Ed ecco perché oggi scrivo, lascio il mio piccolo insignificante segno nel mondo dei non contatti, per ricordare chi sono oggi alla me stessa del futuro e, per accertarmi di non tradire mai il pensiero, la mia persona, per nessuna cifra al mondo, per nessun motivo al mondo, per nessun uomo.

Non più.

Per me, la cosa più importante della vita è imparare a credere in se stessi. È un lavoro lunghissimo da fare, difficile e pieno di momenti di dubbio, però è il lavoro più bello del mondo.

Impara a conoscerti, decidi di amarti, impara a stimarti, perché è con te stesso che dovrai passare il resto della tua vita, anche se avrai una famiglia numerosa. Ma sarà sempre a te che dovrai rispondere, prima di tutti.