I tuoi contenuti hanno un’identità precisa?

Posted: 11 Gennaio 2020 by AnnaVentrella

In questi anni si sta parlando molto di brand identity e di personal branding e questo proprio perché si è compreso che avere un’identità precisa è assai importante. 

Se hai un’identità definita, dal modo in cui ti vesti a quello in cui comunichi, diventi riconoscibile. É sufficiente un dettaglio, anche piccolo e la mente, per corrispondenza di memoria ma anche di emozioni, ti riporta a quel preciso momento o a quella specifica persona. 

A volte è un profumo a scatenare tutto questo, altre volte è il modo di parlare e di comunicare con il linguaggio non verbale. 

Nel content marketing questo è un concetto che fatica ancora a venire fuori. Mi è capitato molto spesso di scrivere contenuti altamente specialistici e caratterizzati da una forte nota di emozionalità che l’azienda non ha apprezzato. 

Vogliono tutti la stessa cosa. Facciamo un esempio: le company profile o il chi siamo dei siti di grande aziende. 

Le frasi più gettonate sono le seguenti: 

  • Siamo leader di settore nel …
  • Siamo i migliori a fare …
  • Siamo un’azienda dinamica …
  • Siamo un’azienda innovativa …

Potrei andare avanti per un po’ ma non voglio dilungarmi su questo punto. La verità è che la paura principale delle aziende oggi è riuscire a comunicare in modo diverso. 

Si ha paura di uscire allo scoperto, si preferisce conformarsi. 

Proprio in questo risiede il tuo errore. Devi differenziarti, non conformarti. 

Come? Scrivendo contenuti che rispecchiano realmente chi sei o chi è la tua azienda. Non ci interessa conoscere ogni fase numerata di com’è nata la tua azienda, ci interessa conoscere l’esperienza che c’è dietro il motivo del perché l’hai fatta nascere. 

In questo senso il tuo contenuto deve avere un’identità. 

Identità del contenuto, Charlot e Audrey Hepburn: che connessione c’è

Charlot era il personaggio su cui Charlie Chaplin ha praticamente basato tutta la sua carriera, divenendo poi classificato come una delle icone più note del cinema degli anni ‘20. 

Da che cosa era caratterizzato Charlot?

Photo by https://www.dazebaonews.it/

Charlot era un uomo dal cuore molto tenero e dal fare tanto ingenuo, relegato dalla società dell’epoca, deriso da tutti coloro con i quali si rapportava e nonostante questo, però, continuava a mantenere uno spirito leggero e bambinesco che faceva sorridere sempre tutti.

Come vestiva Charlot?

  • Giacchetta stretta e consumata; 
  • Pantaloni molto larghi;
  • Una bombetta;
  • Il bastone di bambù;
  • Gli inconfondibili baffetti.

Nei primi anni in cui Charlot si mostrò al pubblico non aveva il dono della parola, solo successivamente, quando fu introdotto il sonoro nel cinema, Charlot iniziò a far sentire la sua voce ma sempre in modo particolare, perché non parlava molto ma cantava.

Non tutti sanno che era stesso Charlie Chaplin a comporre i suoi testi e ovviamente a metterli in scena. L’attore aveva grandi doti artistiche. 

Ma qual è la forza identitaria di questo personaggio? La sua incredibile espressività nella pantomima e nelle abilità acrobatiche. 

Oggi lo ricordiamo per alcuni spezzoni comici dei suoi film, poiché il suo stile era quello comedy, ma in realtà Charlot era un personaggio costruito proprio per mettere in risalto la società vuota dell’epoca e polemizzare sul suo sistema politico. 

Se ci fai caso, infatti, nei suoi film ci sono chiari riferimenti contro il contesto politico e storico ma affrontati sempre in chiave leggera. 

Questo è un personaggio che è diventato così perfetto nel tempo perché Chaplin ha costruito la sua identità ascoltando il suo pubblico. 

E Audrey Hepburn?

Andiamo un po’ più avanti negli anni e facciamo un rapido cambio di prospettiva, concentrandoci su un’attrice meravigliosa del cinema degli anni ‘50, la bellissima Audrey Hepburn. 

Tutti la ricordiamo in particolare per: Vacanze Romane nel 1953, con il quale vinse l’Oscar come migliore attrice, Guerra e Pace nel 1956, Colazione da Tiffany nel 1961 e l’indimenticabile Sabrina nel 1963. 

Personalmente mi sono innamorata di Audrey Hepburn e del suo stile impeccabile, quando ho visto per la prima volta Sabrina. Ancora oggi, quando danno questo film in tv, lo rivedo volentieri, così come Colazione da Tiffany. 

Audrey Hepburn è l’attrice dalla malinconica bellezza, decisamente immortale.

Probabilmente non tutti ne sono a conoscenza ma l’attrice ha una storia personale piuttosto triste, che probabilmente ha caratterizzato tutti i suoi personaggi. 

Audrey Hepburn è una di quelle attrici che ha toccato con mano la tristezza e il degrado della seconda guerra mondiale, trasferendosi da un paese all’altro per evitare la morte. Prima di arrivare al cinema, Audrey Hepburn ha studiato per molti anni danza e da qui il suo impeccabile aspetto elegante e sensuale . 

Poi è stata una grande attrice di teatro. Il suo primo ruolo importante fu quello di Gigì, una commedia che le aprì le porte del successo. Il vero successo lo raggiunse con Vacanze Romane di William Wyler, nel ruolo della Principessa Anna. 

L’incontro che invece contribuì a definire lo stile dell’attrice fu quello con lo stilista francese Givenchy, il quale iniziò a vestirla da dopo Vacanze Romane in poi. 

L’attrice probabilmente comprese che doveva identificarsi con uno stile ben preciso per diventare una vera icona di Hollywood e così fu. Probabilmente però ricordi Audrey Hepburn soprattutto per il tubino nero lungo indossato in Colazione da Tiffany, appositamente disegnato per lei da Givenchy. 

Il famoso “Little black dress”. Indimenticabile. Anche in questo caso, l’attrice, da Vacanze Romane in poi, ha costruito la sua carriera interamente su 3 dettagli: 

  • L’eleganza del comportamento;
  • Un abbigliamento sempre impeccabile;
  • Un modo di comunicare delicato e sensuale ma mai eccessivo. 

A quanto pare Audrey Hepburn sapeva cosa voleva e questo le è valso il successo. 

Qual è la connessione con il content marketing? 

La connessione risiede nella capacità di ideare uno stile ben preciso, riconoscibile dei tuoi contenuti – che attenzione non sono solo quelli testuali ma anche video e telegram per esempio – che possa essere immediatamente connesso a te, non appena lo si vede o lo si sente. 

Come si fa? Se mi hai ascoltata in video e se hai letto tutto l’articolo, sai che l’identità si costruisce soltanto tramite l’esperienza.

É quella che devi imparare a comunicare, null’altro. La tua esperienza è il tuo vantaggio differenziante, ciò che ti rende unico e diverso agli occhi di tutti. 

Ti è piaciuto l’articolo? Vuoi approfondire questo discorso dell’identità del contenuto con me?

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