Comunicatore moderno e artista dei nostri tempi

Comunicare rivoluzionando tutto? C’è qualcuno che lo sta facendo davvero bene …

Posted: 9 Settembre 2019 by AnnaVentrella

L’Accademia della Crusca ha bocciato il titolo del suo singolo: la scelta di tempi e verbi è ritenuta grammaticalmente scorretta secondo gli esperti della lingua Italiana, ma lui non si è fatto scoraggiare dalle critiche, anzi l’ha vista come un’ulteriore sfida per migliorare.

Il video di questo singolo ad oggi ha fatto 174.164.289 visualizzazioni.

Sto parlando di “Andiamo a Comandare” di Fabio Rovazzi, un singolo che ha letteralmente spopolato nel mondo del web e non solo, tanto da definirlo come l’esordio di un nuovo fenomeno mediatico.

Rovazzi è un attento osservatore della società, un conoscitore curioso del marketing e un amante sfegatato del cinema. Queste passioni unite tra di loro, rappresentano l’arma che lo rende vincente oggi.

I suoi video musicali rappresentano una perfetta liaison di:

  • Note tormentone;
  • Cinema;
  • Product Placement;
  • Marketing;
  • Innovazione.

In un’intervista di Marco Montemagno, Rovazzi ha affermato che pensa da solo al montaggio dei suoi video. E non solo, Rovazzi i video li monta il giorno stesso in cui li gira, andando completamente contro il concetto di “tempo cinematografico”. In un mese il suo prodotto è finito.

Se vuoi ascoltare l’intervista per intero, la puoi trovare qui:

I suoi lavori infatti sono veloci, puliti, molto studiati e perfettamente centrati nel messaggio; il motivo? Si devono adattare alle logiche del web e devono rispondere a criteri di crossmedialità efficienti e rapidi.

Ma perché sto prendendo Rovazzi in analisi oggi?

Fabio Rovazzi, personaggio non molto stimato fino a che non è riuscito a coinvolgere metà dello star system del panorama italiano, è l’esempio per eccellenza della crossmedialità.

Lui unisce più piattaforme di fruizione insieme, andando anche a solleticare l’interesse cinematografico, ma soprattutto – botta di genialità assoluta – creando continuità narrativa tra i suoi video. 

Esempio:

Il video del singolo “Senza Pensieri”, inizia con Paolo Bonolis che lo avverte di aver fatto una cavolata ad uscire dalla “prigione” per merito della cauzione pagata da Flavio Briatore.

Nel precedente singolo: “Faccio quello che voglio”, Rovazzi era entrato nel caveau dei talenti allo scopo di rubarne parte e farli suoi. Il motivo? Lo spiega Gianni Morandi all’inizio del video quando gli confessa che tutti gli artisti hanno paura di perdere il loro talento e per questo è stato creato un luogo dove le belle voci – per esempio – vengono custodite sotto forma di liquidi e pillole.

Ad un certo punto del video, lo vediamo inseguito da agenti in stile Men in Black che alla fine lo prendono e lo mettono in prigione.

Alla fine di questi due video c’è scritto: “To be continued”, allo scopo di annunciare una continuazione di narrazione. In tutti gli altri suoi video la fine del racconto è sempre rafforzata dai titoli di coda.

Potrebbe essere vista come una scelta banale, ma invece è un assoluto colpo di genio che punta molto l’attenzione sul concetto di contenuto, il quale assume molto valore e aiuta a mantenere l’attenzione.

In molti probabilmente non se ne sono resi conto, dato che i suoi singoli sono creati per intrattenere un occhio musicale e cinematografico poco attento a questi dettagli.

In realtà la sua è una vera e propria rivoluzione del modo di fare show, dove pian piano la conquista del palco web, sta diventando contemporanea a quella del “grandi palchi” cinematografici e televisivi.

Prendo in esame Rovazzi perché è proprio l’esempio di come il cinema è tutt’altro che una realtà che sta morendo. Anzi sta subendo un’evoluzione importante e proprio grazie a questo mingherlino artista, estremamente talentuoso, è probabile che a breve vedremo il cinema sotto un nuovo aspetto.

Nelle sue interviste, tra l’altro, il rapper e autore non ha fatto segreto l’intenzione di fare cinema a più alti livelli.

Portento del web, personaggio televisivo indiscusso, estimatore della Settima Arte: Fabio Rovazzi rappresenta il futuro dei media, sempre più interattivi e crossmediali. Ma non è semplice e stesso lui lo afferma nelle sue interviste:

“Mi piace tutto, mi piace tutto troppo. Faccio troppe cose ed è estremamente complesso”. 

Fino ad ora sono in pochi coloro che sono riusciti a unire tutte le piattaforme digitali come ci è riuscito lui e per questo motivo ritengo che sia molto interessante studiare il suo percorso artistico, sia dal punto di vista della comunicazione che da quello del marketing.

Rovazzi, con la sua poliedrica passione per cinema, televisione e web potrebbe essere un esempio per tutti quegli imprenditori che non riescono a percepire le potenzialità del loro business. Tutto si può fare, basta volerlo sul serio.

Il risvolto sociologico nei video di Rovazzi

I suoi video, così come i suoi singoli, descrivono una società che non ha voglia di pensare e che si fa coinvolgere dagli strumenti mediatici per entrare in realtà parallele, lontano dalla loro vita ordinaria. E lui nei suoi video lo descrive alla perfezione.

Terence Hill nel video di “Senza pensieri” dice:

“Fabio, le persone si stanno ribellando. Si sono rese conto che vengono dette troppe bugie. Unisciti anche tu alla ribellione.

E il video termina con Rovazzi che sale in auto con l’attore e si salva dal laboratorio malefico dove tutto è perfettamente costruito per non far pensare appunto.

Il ritornello cantato dalla Berté infatti dice:

Non pensare, non pensare… ti fa male”.

Potremmo definire il cantante e rapper dei nostri tempi come un abilissimo sociologo moderno che vede ciò che noi ignoriamo e ce lo canta? Chissà.

E il marketing in tutto questo?

È il motore portante che lo sta facendo diventare un big del nostro secolo. C’è un’attenta analisi e uno studio approfondito del target a cui si riferisce Rovazzi, ma allo stesso tempo lui non cerca di realizzare prodotti di nicchia.

Coinvolgendo personaggi dello show business italiano come Albano, Morandi etc lui va a raccogliere anche una fetta di pubblico lontano dai famosi millennials.

I suoi singoli strizzano l’occhio all’interattività, alla multimedialità e alla crossmedialità, senza però dimenticare chi e cosa hanno portato oggi a creare l’universo mediatico di cui tutti cerchiamo di fare parte ogni giorno.

Come puoi vedere, in tutta questa mia analisi ci sono tre aspetti che convivono, si rinnovano e si interscambiano continuamente:

  • Cinema – perché tutti i video dell’artista sono colmi di riferimenti cinematografici;
  • Content marketing – perché il contenuto dei suoi video è scritto con estrema attenzione alla comunicazione moderna, semplice e diretta. I suoi dialoghi danno sempre un messaggio a chi li ascolta;
  • Innovazione – perché tutti i suoi progetti sono innovativi, freschi e immediati.

Ma l’aspetto più importante di tutti che si nota nel suo lavoro, è la capacità di guidarci verso un nuovo modo di comunicare continuativo e allo stesso tempo attuale, ma non per questo lontano dal passato televisivo e cinematografico che ha reso possibile la realizzazione del mondo mediatico in cui viviamo oggi.

Ora non mi resta che continuare a osservare il suo lavoro, assolutamente grandioso per me.