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Contenuto e contesto: quanto l’uno influenza l’altro?

Posted: 3 Ottobre 2018 by AnnaVentrella

Il contenuto quanto è influnzato dal contesto? Mi sono posta questa domanda molto spesso e solo ultimamente, grazie ad un corso che sto seguendo con Alessio Beltrami, ho trovato la risposta che cercavo.

Alessio, in uno dei suoi corsi, ha spiegato quanto il contesto in cui un contenuto viene inserito è importante. Ad esempio, quando si scrive per l’online, viene da subito insegnato che la formattazione è fondamentale. Bisogna rendere semplice la lettura al nostro target, non bisogna distrarlo troppo e quindi anche la scelta delle fotografie è fortemente legata al tema che stiamo trattando.

Insieme alla formattazione viene insegnato l’utilizzo dei grassetti, l’inserimento delle parole chiave in modo naturale, e l’uso dei relativi H2 e H3. Se volessimo riferirci alla preparazione del testo scritto come a quella di uno squisito dolce, potremmo dire che tutti questi concetti riguardano soltanto la base del dolce e che, quindi, non lo rendono gustoso a prescindere.

Il contesto del contenuto: quanto è importante?

Quando mi riferisco al contesto di un contenuto, non parlo solo di quello che trovi online. La mia riflessione a questo proposito, parte da lontano, per poi arrivare alla scrittura di articoli e testi per blog e siti.

Ricordi quando Internet era semplicemente uno strumento di lavoro e non anche uno di comunicazione? Mi riferisco a quel periodo in cui sui cellulari non esisteva la connessione internet, e il computer era un mezzo ad esclusivo utilizzo degli adulti. Se hai 30 anni, o poco più, sai benissimo a cosa mi sto riferendo.

C’è stata un’epoca in cui, se un nostro parente o amico erano in viaggio, ci si aspettava le famose cartoline. Quando io ero adolescente si portavano anche le lettere scritte a mano. Le corrispondenze epistolari esistevano ed erano bellissime. Internet era considerato, da noi giovani quindicenni, quasi solo come un modo per comunicare oltreoceano con i nostri amici tramite email, per intratternerci con la lettura dell’oroscopo o per scaricare qualche gioco con cui perdere la testa nel tempo libero. Te lo ricordi?

Hai mai aspettato l’arrivo di una mail del tuo fidanzatino che avevi conosciuto in vacanza? Io sì. Ricordo che attendevo con trepidazione il suono della notifica della mail ricevuta, sul pc del mio Papà, e nel momento in cui vedevo comparire la posta del mio Julien, il mio “fidanzatino francese”, impazzivo di gioia. Alla sola vista dell’oggetto del messaggio di Julien, il mio cuore iniziava a battere forte.

Per non parlare della prima lettera d’amore, in pieno stile francesce, che Julien mi inviò. Avevo 16 anni, e avevo conosciuto Julien durante il mio periodo in Normadia. Ci eravamo promessi amore eterno ovviamente. Così, al ritorno dal mio viaggio, attesi l’arrivo della sua prima lettera. Aspettai il postino tutta emozionata per quasi una settimana, e quando nella cassetta della posta, una busta un po’ maltrattata con l’intestatario francese fece la sua comparsa, la mia giornata cambiò.

Ricordo che la aprii e ci trovai all’interno una rosa rossa, appassita in realtà, ma con una bellissima poesia d’amore che l’accompagnava.

Tutto questo ora non esiste più, perché comunicare con un amico che vive in America o in Francia è facile. Allora, però, la carta stropicciata che arrivava via posta, ti faceva pensare che lui l’aveva tenuta tra le mani. Era emozionante, perché in quel momento, sembrava di essere più vicino alla persona che “amavi”, se così si può dire a 16 anni.

Oggi, tutto questo è possibile? In realtà no, perché non puoi sentire o percepire l’odore o l’energia di una persona tramite una lettera via mail o una videochiamata, sebbene sia una modalità di comunicazione potenzialmente più vicina a te di un pezzo di carta. Quello che però puoi fare nell’online è rendere l’esperienza del lettore tangibile, tramite foto o video. Paradossalmente era molto più “sensoriale” la comunicazione via posta che quella odierna.

Ricordo che nelle mie lettere ai miei amici di penna – come si diceva un tempo – spruzzavo un po’ del mio profumo. Nella lettera scrivevo loro che, se volevano sentirmi vicina, bastava sentire l’odore della carta. In questo caso il contesto emotivo della mia lettera, influenzava il mio lettore più delle mie parole.

La scelta della busta, della carta da lettera, il colore dell’inchiostro della penna, gli adesivi e tutto quello che mi veniva in mente per rendere “tangibili” le mie parole, erano il mio contesto. Oggi, leggere un articolo online o un qualsiasi contenuto – qualunque sia il suo scopo – è reso sì più veloce al pubblico, ma è anche più complesso. Non si può far percepire la propria presenza tramite un pc, se non diventando degli abili psicologi della comunicazione scritta.

Il contesto è ciò che rende le parole emozionanti, ecco perché i social hanno tanto successo. FB e Instagram, per citarne due dei più noti, sono così ben considerati perché creano un contesto di fruizione isolato. Per molte persone Facebook è internet e difficilmente vogliono uscire dalla piattaforma per approfondire. I nostri contenuti devono puntare a questo, devono diventare creativi.

Le persone hanno bisogno di emozioni, di odori e di tangibilità quando leggono. Ecco perché si dice sempre che i contenuti sono importanti, e che bisogna rispettarli e metterli al primo posto nella comunicazione online. Ecco perché si studiano le tecniche di copywriting creativo e persuasivo. Vogliamo avvicinare il lettore al nostro “odore”, al nostro “pensiero”.

In conclusione, possiamo dire che il contesto del contenuto è di fondamentale importanza? Sì. Assolutamente.